L’anno in cui fu inventato il cigno

14.00

Product ID: 6994Collana: 199Codice ISBN: 978-88-3629-124-3
Categoria: Letteratura Balcanica/Albania
Numero di pagine: 144
Data di pubblicazione: 4 marzo 2021

Descrizione

Ambientato in una città albanese sul lago di Ocrida, il romanzo inizia con l’uccisione casuale di un
“ubriacone apolitico” sullo sfondo della fine del dominio ottomano.
È nell’Albania comunista, però, che, dopo una notte d’amore, uno studente va a nuotare nel lago.
Lascia un biglietto alla sua ragazza promettendole che tornerà presto. Non sa che durante la notte
qualcuno è riuscito a passare a nuoto il confine con la Jugoslavia e la polizia sta arrestando chiunque si
trovi in acqua. Finirà in prigione con l’accusa di alto tradimento e tentato espatrio. La cella buia,
popolata apparentemente da spettri, evoca uno spazio indefinito fuori dal tempo, iperbole rovesciata
dell’Albania e della sua storia.

L’anonimo protagonista vi sperimenta una sfasatura temporale e simbolica, che gli rivela la reale
condizione del suo paese. È in quest’apocalisse (rivelazione) sospesa, che la parola si rifà Verbo e
graffito, strumento di una possibile reinvenzione di sé e del mondo. Simbolo enigmatico e spettrale
della rivelazione è il cigno del titolo, fragile ma irriducibile sfida alla mostruosità della Storia e alla
degradazione dell’umano.

ARDIAN-CHRISTIAN KYÇYKU (1969) è scrittore e giornalista. Nato a Pogradec, da molti anni vive e lavora a Bucarest. Autore di romanzi, racconti e drammi teatrali in albanese e rumeno, è tra gli scrittori albanesi maggiormente apprezzati dal pubblico e dalla critica.


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